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Acqua e idratazione per i bambini

L'acqua deve essere un elemento molto presente nelle giornate dei nostri figli, ancor di più che nelle nostre, anche se alcuni genitori trascurano questo aspetto, un po' perché spesso sono i primi a non ricordarsi di bere tanta acqua durante la giornata e un po' perché i bambini raramente avvertono la sensazione di sete tanto da richiederla.

Essa è infatti un elemento fondamentale per garantirgli una crescita sana ed equilibrata e per assicurare il benessere del loro organismo, per cui è bene che fin da piccoli prendano la sana abitudine di bere molto e in questo l'aiuto e il buon esempio dei genitori è essenziale.

L'idratazione porta salute

In molti testi e articoli è riportato che il corpo umano è composto principalmente di acqua, considerando sia quella contenuta nelle cellule che quella contenuta nella pelle e nei tessuti. In effetti essa costituisce una buona parte del nostro organismo, in percentuali diverse tra individui, ed è la responsabile delle funzioni basilari che garantiscono il suo funzionamento.

Tra i tanti "compiti" fondamentali dell'acqua, troviamo quello di soggetto principale della termoregolazione, ossia il processo di mantenimento della corretta temperatura corporea. Inoltre essa ha un ruolo chiave nei processi legati alla digestione, perché la favorisce e contribuisce al trasporto e all'assorbimento delle sostanze nutrienti.

L'acqua poi, è fondamentale per liberare il nostro corpo dalle sostanze dannose e dalle tossine, fungendo quindi da depuratore cutaneo per il nostro organismo, e contribuisce al manifestarsi di fondamentali processi fisiologici e reazioni chimiche al suo interno.

Oltre al mantenimento delle condizioni interne, l'assunzione regolare di acqua e una corretta idratazione sono fattori fondamentali per il benessere della nostra pelle e delle nostre mucose, perché garanti della loro elasticità e compattezza, quindi anche della nostra bellezza e della nostra forma fisica.

È evidente quindi che nelle nostre giornate dobbiamo assicurarci di mantenere un buon equilibrio interno tra liquidi assunti ed espulsi e non trascurare mai l'aspetto dell'idratazione, sia durante i pasti che nel resto della giornata.

L'idratazione dei bebè

Un occhio di riguardo per l'idratazione deve essere dedicato ai soggetti più vulnerabili, come i bambini, ma anche le donne in gravidanza e i neonati, che, in virtù del loro stato, hanno specifiche esigenze di alimentazione e nutrizione.

Questo perché il corpo dei neonati contiene percentuali di acqua maggiori rispetto a quello degli adulti e, soprattutto nei primi mesi di vita, in cui l'organismo del lattante è in fase di adattamento al nuovo ambiente, si hanno delle notevoli percentuali di dispersione dei liquidi, con conseguenti maggiori rischi di disidratazione se tali liquidi non vengono prontamente reintegrati.

Oltre alle normali funzioni fisiologiche, nei neonati ci sono altre cause impreviste che possono aumentare la perdita di liquidi, come stati di febbre, vomito, diarrea o semplicemente un'eccessiva sudorazione, a causa del caldo e delle difficoltà per i neo-genitori di regolare la temperatura corporea dei propri piccoli.

Dato che i numeri rendono meglio l'idea, gli studi hanno dimostrato che nei neonati il fabbisogno idrico quotidiano corrisponde a 150 ml per ogni kg di peso del bambino, quindi, in proporzione al peso, la loro necessità di assumere acqua è tripla rispetto a quella degli adulti.

Allattamento e idratazione

Fino al periodo dello svezzamento, l'allattamento è un'ottima fonte, non solo di nutrienti, ma anche dei liquidi necessari per l'alimentazione del bambino. Per cui, avendo cura di nutrirlo secondo le sue necessità, nessuna mamma dovrà temere un rischio di disidratazione per il suo piccino.

Questo a patto che sia essa stessa ad idratarsi nelle quantità richieste da questa attività: il corpo del neonato è infatti composto per l'80% di acqua e durante la fase dell'allattamento il fabbisogno naturale di tale sostanza aumenta di circa il 30%.

Per soddisfare le esigenze del piccolo e sopperire al grande dispendio di energie esercitato dal proprio corpo per garantire una costante produzione di latte, che nei primi sei mesi di vita del piccolo può arrivare fino a 1 litro al giorno, è necessario quindi che anche le mamme bevano molta acqua, in modo che una parte di essa possa arrivare al bambino attraverso il latte materno.

Basandosi su tali stime, ogni neo-mamma dovrebbe bere circa 2,5 o 3 litri di acqua al giorno e, date le grosse quantità, in genere i pediatri consigliano di preferire le acque poco mineralizzate o oligominerali: su tale argomento si sono infatti espressi anche l'Organizzazione mondiale della Sanità e il Ministero della Salute che hanno decretato che le acque destinate all'infanzia devono avere valori nitrati inferiori a 10 mg per litro, per evitare che, magari mischiandosi alle proteine, causino la formazione di sostanze dannose all'interno dell'organismo degli infanti.

Acqua e idratazione

Anche la presenza di sodio dovrebbe essere esigua nelle acque destinate all'alimentazione per bambini, e quindi anche delle mamme che allattano, perché, dato che il sodio fa aumentare la pressione arteriosa, è stato dimostrato che, se assunto in quantità eccessiva in età infantile, favorisce l'insorgere di patologie legate all'ipertensione nell'età adulta.

Quindi la scelta dell'acqua in questa fase importante della vita di ogni famiglia non deve essere fatta a caso ma con criterio, preferendo le acque povere di sodio, poco mineralizzate e oligominerali: esse infatti oltre ad evitare nelle mamme fenomeni di gonfiore e ritenzione idrica, sono ben tollerate dall'organismo del bambino ed indicate anche per la diluizione del latte in polvere, rendendone più facile la digestione da parte dei lattanti. Avendo infatti una bassa concentrazione di minerali, le acque povere di sodio facilitano il compito dei reni, la cui funzionalità è ancora poco sviluppata nei neonati, evitando la permanenza dei soluti dannosi nell'organismo e favorendo la loro espulsione tramite le urine.

L'acqua per la crescita

Per la fase di svezzamento, quindi per la preparazione delle prime pappe e per l'accompagnamento dei cibi più solidi al fine di facilitare i processi di masticazione e digestione, e poi per le successive fasi di crescita, dall'infanzia all'adolescenza, è importante scegliere un tipo di acqua qualitativamente indicata in base alla fascia d'età.

Anche se molti alimenti presentano una ricca percentuale di acqua, che viene quindi assorbita con il loro consumo, si pensi per esempio alla frutta, è ovvio che la quantità derivata dai prodotti alimentari e i pochi bicchieri d'acqua bevuti durante i pasti, non possono essere sufficienti per idratare un bambino in fase di crescita secondo le sue necessità.

Mentre per i lattanti sono più indicate le acque povere di sali, per i bambini e i ragazzi che stanno crescendo e che magari compiono un'intensa attività sportiva e hanno un metabolismo molto veloce, sono più indicate le acque bicarbonato-calciche, ricche quindi di calcio e sostanze utili per lo sviluppo fisico e mentale.

Educazione in bottiglia

Oltre ad assicurarci che i nostri figli stiano bevendo l'acqua più indicata per loro, è importante anche assicurarci che ne consumino la giusta quantità giornaliera e fare in modo che, con il tempo, imparino a ricordarsi da soli di assumere all'occorrenza questa bevanda indispensabile.

Spesso infatti nei bambini più grandi, come nei ragazzi, che compiono diverse attività come studiare, giocare, fare sport, fare musica, il consumo di acqua deve essere più elevato per garantire alte prestazioni fisiche e mentali e per prevenire disturbi come gola e pelle secca, colpi di calore e tutti gli effetti negativi conseguenti ad una cattiva idratazione.

Per questo, sia a scuola che a casa, è bene che venga insegnato ai bambini che l'idratazione è un elemento essenziale di una sana ed equilibrata dieta alimentare ed è importante incoraggiarli a bere durante la giornata e farlo nel modo giusto.

Meglio bere lontano dai pasti più che durante; ricordarsi di idratarsi dopo intensi sforzi, per recuperare il liquido perso e mantenere costanti le proprie capacità; utilizzare tessuti che facilitano la traspirazione, per far sì che l'acqua ci aiuti ad eliminare le tossine; non esagerare con l'acqua gassata ed evitare di bere acqua fredda di frigo dopo uno sforzo, soprattutto d'estate: anche se sul momento può dare sollievo, potrebbe infatti far male allo stomaco o provocare una congestione.

Amare l'acqua da piccini

Ecco alcuni consigli per far apprendere ai vostri bimbi l'importanza di bere spesso e per invogliarli a consumare molta acqua nell'arco della giornata. Uno stimolo molto semplice è non far mai mancare una bottiglietta d'acqua fresca nello zainetto della merenda e, dopo ogni attività, prevedere la sosta per andare a bere.

Un trucco simpatico è quello di presentargli l'acqua all'interno di bicchieri vivaci e colorati, che richiamino la loro attenzione, o anche accompagnarla con cubetti di ghiaccio o cannucce. Un'alternativa è quella di arricchirla di gusto, magari miscelandola con un po' di zucchero, senza esagerare con le calorie, o mettendoci una scorzetta di limone, per darle un sapore più fresco e fruttato.

Se volete educarli a uno stile di vita sano, potete usarla per allungare un buon succo di frutta fatto in casa, con ingredienti freschi e naturali, magari facendovi aiutare nella preparazione.

Ogni genitore, conoscendo bene i gusti e le abitudini dei propri bambini, può trovare il modo giusto per rendere l'acqua una presenza costante nelle loro giornate, per far in modo che imparino fin da piccoli a prendersi cura della loro salute attraverso i piccoli gesti quotidiani.