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Cosa fare se il bambino non mangia

Attraverso l'alimentazione, il bambino deve prendere tutti i principi nutritivi fondamentali da differenti alimenti.

Attraverso l'alimentazione, il bambino deve prendere tutti i principi nutritivi fondamentali da differenti alimenti; perciò è bene educarlo con regole ben precise per evitare che viva il cibo come un problema.

Mancanza di appetito?

Durante la crescita, succede che l’appetito dei bambini subisca una battuta di arresto, ma prima di preoccuparsi è necessario verificare, innanzitutto, che il peso del bambino segua un andamento regolare. La crescita, infatti, può essere considerata normale anche se il bambino non è propriamente una buona forchetta.
Bisogna sapere come affrontare una situazione del genere senza, tuttavia, rischiare di inciampare in un “procurato allarme” assolutamente non necessario.

È importante ricordarsi che l’appetito del bambino può variare e subire cambiamenti, anche significativi, in base alle tappe della crescita.
Anche i momenti che segnano un cambiamento importante hanno un’incidenza emotiva con conseguenti ripercussioni sul loro sano appetito e sul loro comportamento. Il rapporto con i compagni o le insegnanti, una difficoltà di adattamento a un ambiente nuovo, un compito in classe, un brutto voto o la paura di un’interrogazione, sono tutte fonti di emozioni e sensazioni che possono incidere sul loro appetito e pertanto, vanno attentamente valutati, anche in base all’età.

Come reagire

A nulla serve forzarlo, adeguatevi al bisogno del bambino che, teniamolo bene a mente, sa bene come regolarsi. Magari sta solo cercando di catturare la vostra attenzione e decide di farlo facendo i capricci o storcendo il naso davanti al piatto in tavola. Armatevi di pazienza, usate un po’ di psicologia e cercate di capire quale sia l’origine dello scarso appetito, prima di precipitarvi dal pediatra per interrogarlo sulle cause del problema. L’importante è, soprattutto, non farsi prendere dall'ansia e accettare il fatto che una sana indifferenza non rende i genitori non idonei, ma stabilisce una certa fiducia nella capacità che i bambini hanno di sapere di quanto cibo il loro organismo ha bisogno.

Accettate il fatto che i bambini sappiano istintivamente quanto e cosa serve al loro organismo e, se mostrano un evidente quanto mai categorico rifiuto per un alimento, spesso non si tratta di un capriccio, ma dell’incapacità del loro stomaco di assimilare determinati cibi e questo dipende dal fatto che il loro corpo sta cambiando. Per cui, è del tutto normale che vi siano uno o frequenti periodi di inappetenza o di rifiuto. Armatevi di pazienza e studiate qualche metodo per superare il problema.

Bambino che non mangia

Qualche consiglio...

Se il bambino non ha voglia di mangiare, preparate piatti poco abbondanti, soprattutto quando inserite nella dieta alimenti nuovi che, se arrivano dalla famiglia dei vegetali, sono visti, dalla maggior parte dei piccoli, come veri e propri nemici da combattere con tutte le forze. Evitate di farli mangiare fuori pasto; questo impedisce di approfittare del senso di fame durante il pranzo o la cena e quindi di mangiare quello che avete accuratamente previsto per loro. Se vostra figlia o vostro figlio dichiarano guerra a un alimento in particolare, a una verdura, a un certo tipo di pesce o carne, se serrano la bocca e non c’è nulla da fare, non insistete, accettate il loro rifiuto e mettete da parte quel piatto. Proponetelo a distanza di tempo, magari con altre ricette o in altre presentazioni, rendetelo più invitante, più piacevole al gusto aggiungendo un alimento che a loro piace in particolar modo e avrete raggiunto il vostro scopo senza produrre effetti contrari, evitando un faticoso braccio di ferro.

Imporre un piatto, pretendere che lo finisca, costringendolo a restare a tavola con un atteggiamento coercitivo (sempre per il loro bene, s’intende), può, al contrario, innescare un meccanismo di rifiuto e una serie di conflitti che spesso sfociano nel pianto e che aumentano, per forza di cose, l’inappetenza. Evitate di pregarlo: se ha smesso di mangiare, semplicemente è perché bastava così e le sue esigenze erano del tutto soddisfatte. Non punitelo perché non è corretto che il cibo diventi motivo di discussione per decidere se sono dei bravi bambini oppure no.
Anche i trucchi come distrarlo con la tv, con i giochi o con i libri di favole, non producono i giusti risultati, soprattutto a lungo termine, perché è bene che, nel momento del pasto, loro siano pienamente coscienti a consapevoli che quello è il momento dedicato alla loro nutrizione, che è un momento bello e sereno da condividere con la mamma e il papà.

Un metodo vincente potrebbe essere quello di proporre al bimbo di preparare da solo la propria porzione in modo tale che lui si senta libero di mettere nel suo piatto la quantità che vuole mangiare in quel momento e di penderne ancora se ne vorrà. È un modo per renderlo ancora più partecipe e per dargli fiducia. Non impuntatevi su un alimento in particolare, se vedete che proprio non c’è nessuna possibilità di fargli mangiare quel piatto di pasta, trovate il modo per sostituirlo, cambiate il condimento, o cambiate il tipo di pasta.

Regole generali

  • È importante distribuire i pasti in orari regolari: la colazione dà il carburante per affrontare la giornata e, per questo, deve essere abbondante e sana, magari con una tazza di latte, yogurt e biscotti o cereali per garantire un buon senso di sazietà, meglio se arricchita da un po’ di frutta, magari travestita da frullato. Saltare la colazione significa rischiare che a metà mattina consumino alimenti troppo nutrienti, dolci confezionati che spezzano la fame all’ora di pranzo. Quindi, gestite il loro tempo in modo che abbiano la capacità di regolarsi e di soddisfare i loro bisogni con alimenti sani e naturali. Questo vale anche per la merenda: un gelato fatto in casa con la frutta gli fornirà gli elementi nutritivi, giusti ed equilibrati per quel momento della giornata.
  • L’apporto calorico deve essere ben distribuito durante la giornata ed è importante che il bambino avverta un adeguato senso di sazietà dopo ogni pasto per evitare di mangiare, fuori orario, cibi ricchi di calorie e troppo nutrienti. È necessario un apporto bilanciato di tutti i nutrienti, dalle proteine, siano esse animali o vegetali, ai carboidrati, ai grassi, ai sali minerali e alle vitamine.
  • Abituatelo a prodotti naturali, buoni, leggeri da digerire e che favoriscano un buon funzionamento del metabolismo per impostare sin da subito delle buone abitudini alimentari. Tutto nel mondo del bambino vive di fantasia, ed è quindi importante che anche il momento della pappa venga vissuto con serenità e in armonia, lasciandogli la possibilità di giocare con il cibo, di scoprire da solo un nuovo gusto, di capire cosa gli può piacere e di divertirsi, anche sporcandosi un po’.
  • Il tempo da dedicare alla tavola, non deve essere interminabile: cercate di proporre una sola portata per pasto, di scegliere cibi sani e colorati, che stimolino la loro curiosità, soprattutto se si tratta di assaggiare sapori nuovi. Sta agli adulti rendere l’atmosfera della tavola giocosa e quanto più possibile serena per evitare che la loro inappetenza derivi da un disagio nello stare a tavola quando, magari, è in corso un litigio. Quindi, tenete le tensioni e i problemi lontani dalla tavola per favorire un clima disteso. Anche la costante presenza del televisore acceso può generare una svogliatezza nel prestare attenzione al piatto perché il bambino si distrae con il cartone animato o con la serie tv. Dedicate ai pasti un tempo adeguato, non interminabile, che li faccia serenamente concentrare sul momento, rendendoli coscienti dell’importanza dell’alimentazione e del piacere che da questa devono trarre. Non devono viverla come una costrizione, ma come l’occasione in cui gustare sapori buoni e genuini che soddisfino la vista e il palato.
  • Create con loro il menu, date priorità agli alimenti e alle preparazioni che preferiscono, anche la consistenza di un cibo ha un impatto fondamentale sul suo successo a tavola.
  • Qualche accortezza in più dovete riservarla alla cena per cui dovrete affidarvi a ricette più leggere che concilino il sonno. Esistono alimenti adatti proprio a favorire l’addormentamento, ad esempio un buon passato di zucca, colorato e divertente, che è ricco di vitamina B3 (dalla forte azione rilassante).