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Extrascuola nello sviluppo dei bambini

Lo svago e il gioco, che spesso sono visti dai genitori come i perfetti antagonisti del tempo sui libri, sono esperienze formative tanto quanto quella che fanno a scuola.

Quando si chiede ai bambini un impegno nello studio sempre più gravoso, ci si dimentica, forse, che lo svago e il gioco, spesso visti dai genitori come i perfetti antagonisti del tempo sui libri, sono esperienze formative tanto quanto quella che fanno a scuola o svolgendo i compiti pomeridiani.

Rispetto ai bambini degli altri paesi europei, infatti, i nostri, trascorrono molte ore della giornata tra scuola e libri, ma lo sviluppo del cervello avviene anche attraverso il gioco, il momento in cui si sentono liberi, sanno di non dover dare risultati, non hanno obblighi e sanno che non saranno sottoposti a giudizi. E’ la sfera dell’emotività e dell’istintività che si scatena, la quale fa dei bambini degli esseri liberi di esprimersi, permettendo loro così, la conoscenza della propria personalità, attraverso la scoperta delle proprie potenzialità.

Le ore dedicate all’apprendimento e alla scuola sono sicuramente fondamentali per lo sviluppo della capacità del bambino, ma non devono diventare il perno attorno al quale far girare la loro vita perché, per svilupparsi, la mente ha bisogno di essere lasciata allo stato creativo più assoluto e, nel gioco, questa condizione viene privilegiata in modo eccellente.

Inculcare il dovere allo studio nei bambini è un passaggio obbligato nella loro educazione, utile per la loro crescita, la loro formazione e il loro futuro, ma inchiodarli sui libri dopo che hanno già trascorso molto tempo sui banchi di scuola, per un periodo che ha richiesto loro concentrazione e attenzione, può essere controproducente se questo tempo si protrae troppo a lungo. Il loro pensiero andrà altrove e la capacità di apprendimento sarà di breve durata se la noia prende il sopravvento.

Va bene studiare, ma anche il gioco è importante

E’ pertanto opportuno che imparino ad acquisire i giusti metodi di studio e a stare attenti a scuola perché si sviluppi in loro, in questo contesto, un’adeguata autonomia e la presa di coscienza che, una volta acquisite le nozioni didattiche trasmesse dagli insegnanti in classe, a casa avranno più tempo per il gioco e lo svago, momenti altrettanto importanti per il loro personale sviluppo psicomotorio.

Pertanto, è opportuno considerare che tutte le attività extrascolastiche abbiano una valenza formativa importante perla loro crescita, per il rapporto con loro stessi e per le relazioni con gli altri.

Il tempo libero e le attività ricreative ad esso legate, infatti, mettono i ragazzi in una perfetta condizione di socializzazione, permettendo loro un inserimento nella società che li agevola per il futuro in cui, dopo aver lasciato il mondo scolastico, si confronteranno con una realtà che li metterà alla prova a più livelli.

L’opportunità di svago diventa, a questo punto, un vero e proprio percorso che va di pari passo con un programma scolastico, in un progetto di ricerca delle responsabilità, attraverso lo sviluppo di risorse personali e percorsi di valorizzazione sociale dell’individuo.

Fornire al bambino o al ragazzo il tempo necessario per coltivare interessi e divertirsi oltre il tempo dedicato allo studio, stimola la sua formazione. Ritrovarsi in gruppo e confrontarsi attraverso i giochi sviluppa in loro un senso di integrazione e li mette in contatto con i propri interessi.

Fortunatamente, sono molte le iniziative, anche durante l’estate, periodo in cui le scuole sono chiuse e su tutto il territorio comunale, in cui si organizzano laboratori, campi scuola, corsi sportivi. In questi contesti i bambini usufruiscono di servizi extrascolastici continuando a fare incontri con altri coetanei e ad interagire tra loro in un processo di formazione che esula dal programma didattico ma che fornisce un adeguato supporto alla crescita individuale, culturale e sociale.

Extrascuola

Giochi e attività come strumenti di crescita e sviluppo

Ci sono giochi e attività che, oltre ad essere divertenti, hanno un significato molto profondo e agiscono sulla sfera emotiva del bambino, innescando meccanismi di crescita importanti.

Ad esempio, durante le vacanze, i bambini amano molto, arrivati sulle spiagge, dedicarsi a costruire castelli di sabbia. Non è solo una scusa per fare un continuo andirivieni dall’acqua, ma è un esercizio utile per il loro sviluppo psicologico. Sono costruzioni tridimensionali in cui immaginano di essere protetti, in cui si sentono difesi. Un’autonomia motoria che si sviluppa nella manipolazione della sabbia, che non ha bisogno dell’ausilio da parte di un adulto o di un’altra persona e che stimola la creatività e trasmette loro la sicurezza di farcela da soli.

Pare strano, ma anche i videogiochi sono una fonte di apprendimento e di sviluppo del lato creativo del bambino che, attraverso la percezione del suo miglioramento, mette in atto piccole sollecitazioni sul piano dell’autostima. Nonostante sia, infatti, un gioco individuale, gli obiettivi che esso pone ai bambini li mettono davanti alla necessità di trovare una decisione immediata, favorendo così la loro autonomia. Vi è uno scopo e il bambino è portato a ragionare. E’ naturale che i genitori, in quanto educatori, non possono usare il videogioco e la passione che il bambino mostra nei confronti di questo passatempo, ormai sin dalla tenera età, come un comodo parcheggio, perché è necessario che i bambini vengano indirizzati nella scelta del gioco e nella durata. E’ bene, infatti, diversificare le attività anche perché i bambini hanno la necessità di fare molto movimento quindi, un’ora al giorno è il tempo più indicato per applicarsi a questa attività, per cui, spesso, hanno competenze spesso superiori a quelle degli adulti. Inoltre, è bene aiutare i bambini a scegliere il gioco giusto e portare la loro attenzione su giochi didattici con contenuti adatti alla loro età che siano fonte di apprendimento, come un gioco per imparare una lingua straniera, un gioco sulla vita degli animali o dell’ambiente naturale. Quindi, non reprimete, ma piuttosto incoraggiate la loro creatività e le loro abilità tecnologiche assicurandovi, però, che i giochi abbiano la certificazione Pegi (Informazione Paneuropea sui Giochi) che informa sull'età di utilizzo e sul contenuto dei giochi stessi. Nelle console di nuova generazione esiste anche una sorta di timer familiare che consente, automaticamente, di controllare e impostare il limite massimo giornaliero di ore da dedicare a questo passatempo in modo tale che, superato il limite, il gioco si interrompe da solo.

Giochi e attività manuali: che passione!

Quante volte vi sarete accorti che vostro figlio predilige, ai tanti giochi che ha, divertirsi con una bottiglia di plastica che fa rumore o, quando voi siete in cucina, vi chiede una ciotola con acqua e farina per pasticciare? Nulla di più naturale. La manualità, sin dai primissimi anni di vita, si impone come veicolo per conoscere il mondo, una comunicazione non verbale che il bambino mette in atto con la realtà che lo circonda. Per cui, oltre a seguire i programmi didattici delle scuole, è bene lasciare che il contatto con la materia si estrinsechi anche in famiglia, permettendo al bambino di esprimersi nella maniera a lui più congeniale e con i materiali che preferisce, tutelando, pare ovvio dirlo, la sua sicurezza durante il gioco. A tal proposito, è positivo riuscire a creare in casa un angolo dedicato ai suoi piccoli esperimenti, un mini laboratorio in cui lui si senta libero di mettersi all’opera, magari in compagnia dei suoi amici, e che lo metta nelle condizioni di lavorare, senza paura di sporcare, con materiali, colori, utensili che gli permettano di esprimere la sua fantasia, a seconda dell’ispirazione del momento. Lasciate che si diverta e sperimenti, in assoluta libertà, lasciategli il compito dell’organizzazione del lavoro e del materiale perché anche questi sono giochi educativi con precise finalità di sviluppo del bambino.

Proponetegli la vostra collaborazione per preparare un piatto in cucina! Il bambino ama particolarmente rompere le uova, sporcarsi le mani (e non solo!) di impasti appiccicosi e veder trasformare un pasticcio in un piatto pronto che, magari, avendo bisogno di tempi di lievitazione può insegnargli il tempo e la bellezza dell’attesa da cui nasce una cosa del tutto nuova, creata con le sue mani. Il recupero dei giochi semplici di una volta che ancora insegnano molto. Attenzione però a non imporvi troppo nei giochi dei vostri figli perché, soprattutto dopo una certa età, il gioco con il genitore può risultare controproducente. Quindi, fatelo quando non siete stanchi, quando ne avete davvero voglia, così vi divertirete e sarà educativo per entrambi. Altrimenti, promuovete i rapporti del vostro bambino con i coetanei con cui cercare un sano confronto o assicuratevi che abbia a disposizione giochi divertenti che ama fare anche da solo.

Lo sport

E’ opinione comune che lo sport sia tra le attività extrascolastiche migliori, per molti ragionevoli motivi. Lo studio e l’apprendimento delle regole e delle tecniche del gioco, la relazione con in compagni, in caso di giochi di squadra, il prefiggersi un obiettivo, la formazione del carattere che, attraverso lo sport, si sviluppa seguendo le sue prerogative. E’ chiaro che per ogni bambino esiste lo sport più adatto e, soprattutto, praticare un’attività sportiva deve essere per loro un divertimento, uno svago e un piacere assoluto. Sta al genitore supportarli nella scelta, a patto che questa scelta corrisponda all’indole del bambino o del ragazzo, e non alla volontà dello stesso genitore. Spesso i più giovani vogliono praticare uno sport perché lo fa il compagno o la compagna di banco, preso come modello, e questo può risultare molto deleterio.

Privilegiare le passioni dei bambini è la cosa più importante che le famiglie possano fare per renderli felici, pertanto è importante che qualsiasi attività extrascolastica decidano di intraprendere, rispetti i tempi del loro sviluppo, le loro aspettative e le attitudini principali. E’ fondamentale che al centro della decisione ci sia il divertimento, che acquisiscano conoscenze specifiche riguardanti la loro sfera di interessi, che le scelte siano di aiuto per la loro formazione, che li aiutino nella valorizzazione della personalità o come supporto per una migliore conoscenza di sé.