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Filastrocche per bambini

Le filastrocche, frutto di una tradizione popolare tanto remota quanto condivisa, sono dei brevi componimenti, caratterizzati dalla presenza di rime, assonanze e ripetizioni, e da un ritmo cadenzato e cantilenante. Pur con un tono giocoso, sono portatrici di contenuti didattici ed educativi, per cui possono essere usate non solo per divertire, ma anche per insegnare molte cose ai bambini.

Per farli addormentare, per farli giocare senza litigare, per insegnare loro come funziona il mondo. Ci sono tanti tipi di filastrocche che i bambini dovrebbero imparare e utilizzare, per non perdere questo importante patrimonio, parte integrante della nostra cultura.

Da bambini a tutti è capitato di ascoltare o di recitare una filastrocca, magari per fare la conta con i compagni per stabilire a chi toccasse iniziare a giocare, o anche per memorizzare nel modo corretto i giorni dei vari mesi dell'anno.

Questi brevi testi in rima, costituiti da semplici parole alternate e combinate in modo giocoso, caratterizzate da suoni ripetuti assieme a un ritmo cadenzato e cantilenante, e spesso accompagnate da gesti che ne esaltano il significato, sono ormai parte integrate della nostra cultura e della nostra letteratura.

Con leggere varianti nel ritmo e nel contenuto, vengono tramandate da anni di generazione in generazione e utilizzate soprattutto dai bambini, o dai loro genitori rivolgendosi ad essi, come primo approccio alla comunicazione. La loro efficacia e il loro valore per lo sviluppo e la crescita del bambino è stato confermato da pediatri ed esperti di psicologia infantile ed è anche dimostrato dal fatto che il loro ricordo si conserva per lungo tempo, nel cuore e nella mente, anche una volta raggiunta l'età adulta.

In questo articolo potrete scoprire l'origine e il significato delle filastrocche, l'importanza che rivestono nello sviluppo cognitivo e emozionale dei bambini,nonchéle varie tipologie esistenti, che entreranno a far parte del loro bagaglio culturale nelle diverse fasi di crescita.

Filastrocche, una definizione

Uno dei più famosi autori di filastrocche è lo scrittore italiano Gianni Rodari, che ha scritto dei testi e delle poesie per l'infanzia, tanto semplici quanto profondi a livello di significato, e che definiva le filastrocche dei "giocattoli sonori". Per lui questi brevi componimenti erano quindi degli strumenti perfetti per i bambini, per imparare a familiarizzare con la lingua italiana attraverso il gioco e il divertimento, in un processo continuo di crescita e di scoperta.

Se volessimo dare una definizione letteraria di filastrocca, potremmo definirla un componimento breve, caratterizzato da un linguaggio semplice e talvolta dialettale, nonché dalla presenza di rime, assonanze e allitterazioni ricorrenti e da un ritmo di accompagnamento alle parole, che può andare da una vera e propria musica, come in una canzone, a un accompagnamento cadenzato e cantilenante, costituito dagli accenti e dai suoni delle parole stesse.

Il tono è nella maggior parte dei casi giocoso e volutamente semplice, in quanto i destinatari a cui si rivolgono sono i bambini nell'età dello sviluppo, fino circa all'adolescenza. Lo scopo, oltre al mero divertimento, è spesso pratico, didattico e educativo, sia per far entrare in contatto i bambini con le prime forme di comunicazione, facendoli divertire e alimentando la loro creatività e fantasia, sia per far imparare loro un concetto o una nozione in una forma semplificata.

Grazie alla loro semplicità, ritmicità e utilità pratica, una volta apprese da bambini, le filastrocche restano impresse nella loro memoria per molto tempo, e questo facilita la loro trasmissione orale alle generazioni future, passando di bocca in bocca, dalla mamma al suo bambino, o dal compagno di scuola al suo amico e così via.

Una lunga tradizione

Partendo dai canti e dai miti tramandati oralmente dagli aedi e dai rapsodi dell'antica Grecia, fino alla diffusione della scrittura a tutti i ceti sociali, la tradizione orale era una delle forme più importanti per la trasmissione della cultura e quindi anche per l'educazione dei bambini.

In un certo senso le nostre filastrocche si inseriscono nel solco di questa tradizione, perché nate inizialmente come una forma di cultura popolare, pensata per essere tramandata di generazione in generazione, attraverso l'ascolto, talvolta la rielaborazione e quindi la trasmissione orale.

Non solo nell'antichità classica, ma anche fino a pochi secoli fa, l'istruzione era un bene per pochi, per cui, soprattutto tra le classi meno abbienti e con minori risorse per poter accedere a un percorso di istruzione strutturato, l'educazione e le nozioni che dovevano essere utili nella vita di tutti i giorni venivano apprese nell'ambiente domestico, sfruttando la conoscenza di chi aveva più esperienza, quindi dei genitori e soprattutto dei nonni.

Non è quindi da escludere che le filastrocche abbiano avuto una diffusione in questo periodo, come strumenti mnemonici per bambini e ragazzi per apprendere le nozioni basilari della vita quotidiana e per destreggiarsi nell'imparare a leggere, a scrivere e far di conto, nonché per interiorizzare concetti e tradizioni delle propria comunità di appartenenza.

Non è un caso che molte filastrocche, canzoncine, scongiuri e formule beneauguranti facciano riferimento ad elementi legati alla vita contadina, dove si praticava uno stile di vita più semplice e rustico, per cui anche i concetti, le emozioni e le relazioni venivano semplificate con espressioni e versi tanto carichi di significato quanto rustici.

A parte questo retroterra bucolico e domestico, trovare un'esatta collocazione nel tempo alla nascita delle filastrocche, anche a causa delle loro diverse tipologie, risulta un'impresa ardua, sulla quale gli studiosi di letteratura e di cultura popolare stanno tuttora dibattendo.

Scripta manent

La strutturazione del sistema scolastico e l'innalzamento del livello di istruzione, ha dato a maggiori persone la possibilità di imparare a leggere e scrivere, mettendo in secondo piano il sistema di apprendimento rodato in ambito domestico e la tradizione orale nel suo complesso; per evitare quindi che questo patrimonio di testi ed espressioni andasse perso assieme alla memoria di chi le ha recitate e cantate per anni, studiosi e filologi hanno messo per iscritto e organizzato in speciali antologie e raccolte le filastrocche finora note, per cercare di comprenderne, se non le origini cronologiche, almeno il significato e il valore storico.

Anche se quello delle filastrocche è in verità un patrimonio potenzialmente illimitato ed inesauribile, dato che il suo limite è segnato solo dalla fantasia e dalla creatività umana che può inventarne e tramandarne sempre di nuove, avere a disposizione un libro con dei testi scritti da cui partire e ispirarsi, può essere d'aiuto a tutte le famiglie, per mantenere vive queste forme di espressione popolare e mantenere un livello di comunicazione giocoso e affettuoso con i propri bambini.

Non c'è infatti paragone tra una filastrocca o una ninna nanna recitata dal vivo, con la vostra voce e la vostra gestualità, insieme al vostro bambino, e una filastrocca ascoltata tramite la televisione o il tablet, che nella loro fredda materialità tecnologica elimineranno l'aspetto emotivo, la componente personale e comunicativa.

Strumenti al servizio dei bambini

Una volta raccolto e messo insieme questo ricco patrimonio di testi, formule, versi e componimenti, gli studiosi hanno potuto esaminarli, confrontarli e categorizzarli, e da questo esame comparato sono scaturite diverse interpretazioni, che identificano le filastrocche come uno strumento utile per la cultura e la comunicazione umana, principalmente per venire incontro alle esigenze delle diverse fasi di sviluppo della vita dei bambini.

Uno dei primi significati delle filastrocche, le investe del ruolo di prime forme ed esercizi di comunicazione tra genitori e infanti: non è necessario aspettare che vostro figlio sappia parlare per potergli recitare una filastrocca, perché essa sarà comunque utile per stabilire un primo livello di comunicazione con lui anche nell'età neonatale.

Infatti, nei primi sei mesi di vita, quando si stanno formando le capacità non solo psico-fisiche ma anche emotive e relazionali del bambino, è importante che la mamma comunichi con lui, cantandogli o recitandogli delle filastrocche, per fargli sentire il suono delle parole e stimolare il suo cervello ad apprendere e ripetere questi suoni.

A facilitare questo apprendimento contribuisce la forma stessa della filastrocca, costituita da suoni semplici e ripetitivi e da un ritmo dolce e cadenzato, ancora più efficace se accompagnata da una gestualità semplice e misurata e da un'intonazione affettuosa.

Già a partire dal secondo anno di vita, l'ascolto ripetuto delle filastrocche e dei suoni che le compongono, magari anche mentre il bambino è impegnato in altre attività, come a colorare dei disegni o a giocare con le costruzioni, abituerà vostro figlio all'uso del linguaggio e della memoria, aiutandolo quindi, attraverso la ripetizione dei suoni ascoltati, a formulare le sue prime parole.

Oltre a contribuire allo sviluppo cognitivo del bambino, le filastrocche risultano importanti anche dal punto di vista emozionale. Recitare una filastrocca può rappresentare un momento intimo e personale tra bambini e genitori, che ne rinforzerà il legame affettivo, facendo sentire i bambini cullati dal suono della voce della mamma, incantati dai suoi gesti, dai suoi sorrisi e dai suoi sguardi; sicuri, protetti, aperti all'apprendimento e alla crescita.

Filastrocche per bambini

Con la crescita e l'arrivo dell'età scolare, le filastrocche assumeranno un ulteriore valore educativo e potranno essere recitate, non più solo dalle mamme, ma anche dai bambini, per apprendere dei concetti in maniera semplificata, memorizzare delle cose o gestire delle situazioni, senza togliere quella componente giocosa e leggera che dovrebbe essere il tratto caratterizzante della vita dei bambini in fase di crescita.

Per quanto riguarda la funzione didattica delle filastrocche, si pensi a quelle che ancora oggi recitiamo inconsciamente nel nostro cervello per ricordarci da quanti giorni è composto ciascun mese dell'anno: "30 dì ha Novembre, con April, Giugno e Settembre; di 28 ce n'è uno, tutti gli altri ne han 31". Allo stesso modo, a scuola ma anche a casa, se avrete la pazienza di insegnargliele, i vostri bambini potranno apprendere altre utili formule e filastrocche per imparare i nomi delle parti del corpo o i giorni della settimana e tutte le nozioni base che potranno servire nel corso della loro carriera scolastica.

Grazie alle filastrocche, i bambini possono avvalersi di uno strumento semplice e alla loro portata, per approcciarsi in maniera divertente e semplificata al mondo degli adulti e a tutti gli oggetti e le nozioni che lo compongo, arricchendo il loro linguaggio e dominando la realtà che gli sta intorno, grazie all'intuizione e allo spirito di osservazione.

Le filastrocche rappresentano inoltre una risorsa fondamentale per esercitare la loro creatività e fantasia, perché, con un po' di incoraggiamento, possono provare loro ad inventare nuove rime e filastrocche, che potranno essergli utili per gestire le situazioni della loro infanzia, o per giocare e socializzare con gli altri bambini.

Musicalità e memoria

Anche se può sembrare una banalità, il nostro cervello riesce a memorizzare più facilmente e più a lungo delle formule o delle espressioni semplici accompagnate da musica: anche voi vi sarete accorti che i vostri bambini e i vostri figli adolescenti conoscono a memoria tutte le parole delle canzoni dei loro gruppi preferiti, ma poi non riescono a ricordarsi mezza paginetta del compito di storia!

Anche a livello universitario, molti studenti di medicina per ricordarsi il nome di tutte le ossa dei piedi e delle mani, usano una specie di filastrocca, ossia una frase o una formula abbreviata composta dalle sillabe iniziali di ciascun osso.

Il segreto dell'efficacia delle filastrocche sta proprio nella loro musicalità e nel loro ritmo cadenzato, che facilitano la memorizzazione di un concetto e contribuiscono a farlo rimanere più a lungo nella memoria dei vostri bambini. C'è chi sostiene, inoltre, che l'ascolto e l'apprendimento di filastrocche in età infantile aiuta a prevenire la dislessia, un fenomeno che viene riscontrato sempre con maggiore frequenza nei bambini in età scolare, perché anticipa e aiuta prendere confidenza con i concetti di intonazione, ritmo e cadenza che stanno alla base della lettura e della scrittura.

Se i vostri bambini impareranno a prendere orecchio al modo in cui vanno lette le parole e le frasi, avranno meno problemi anche nel leggere parole che non conoscono e ad approcciarsi alle lingue straniere come l'inglese e il francese.

Per questo motivo, anche se sono molto piccoli e ispirano tenerezza solo a guardarli, sarebbe bene evitare o limitare l'uso di vezzeggiativi inventati, tipici del linguaggio infantile, o di sostituiti delle parole reali per definire gli oggetti, sia nella vita domestica quotidiana che nelle filastrocche. Per far sì che i vostri bambini possano giovarsi dei benefici delle filastrocche, per approcciarsi per la prima volta al linguaggio e imparare a comunicare, è bene che imparino le parole reali e il vero nome degli oggetti, per evitare confusioni e incomprensioni nel corso del loro sviluppo.

Non dimentichiamoci tuttavia l'aspetto ludico: come canzoncine e cantilene, le filastrocche rappresentano sì un modo efficace e alla loro portata di sviluppare le loro capacità linguistiche e mnemoniche, ma soprattutto un modo per divertirsi tra loro, con i loro fratelli e con i loro genitori, attraverso un modo di comunicare che mette in relazione tutte le fasce d'età, nella forma di comunicazione più naturale, ossia quella musicale.

Conoscere e imparare

In base alle classificazioni fatte dagli studiosi, si possono identificare diversi tipi e varianti delle filastrocche, distinguibili in base al contenuto e quindi allo scopo pratico per cui sono state ideate: ci sono delle filastrocche narrative, che parlano e spiegano cose e aspetti della quotidianità, dedicate per esempio ai giorni della settimana, ai mesi, alle stagioni, ai mestieri, agli animali del bosco e della fattoria, e così via.

Alcune di esse sono semplici e lineari, mentre altre possono essere più complesse e, talvolta, contenere dei significati più profondi, o anche una morale, come quella delle favole: ciò non impedirà ai vostri bambini di memorizzarle e magari, una volta cresciuti, saranno felici di scoprirne a pieno il significato.

Sfide linguistiche

Altre filastrocche particolari sono semplici giochi di parole, ideati per imparare suoni e combinazioni di suoni e poi per divertirsi, con i genitori o con gli altri bambini, magari sfidandosi o mettendosi alla prova una volta accresciute le proprie capacità linguistiche: si pensi in particolare agli scioglilingua, ossia delle frasi, espressioni o brevi componimenti, spesso cantilenanti, che combinano più sillabe e suoni simili assieme, talvolta senza un grosso significato semantico alle spalle, e che vengono recitati dai bambini per sfidarsi in gare di abilità, velocità e pronuncia.

Risultano molto divertenti da ascoltare, soprattutto quando uno fa un errore di pronuncia e cambia il senso della parola, e aiutano i bambini a migliorare la loro scioltezza linguistica e a misurarsi con i coetanei in maniera semplice ed educativa.

Sempre sulla stessa linea, possono essere considerate delle filastrocche, per giocare con le parole e sviluppare il proprio vocabolario e la propria capacità di ragionamento, anche gli indovinelli: una volta proposti a scuola e risolti con i compagni, vedrete che i vostri bambini si divertiranno un sacco anche a riproporli a casa, per dimostrare la loro abilità, la loro scaltrezza e sfidarvi a giocare con loro.

A star fuori tocca a te

Sempre all'interno delle dinamiche di gruppo dei bambini, sia in fase scolare che pre-scolare, un tipo particolare di filastrocche sono quelle utilizzate per stabilire in maniera univoca e senza bisticciare a chi tocchi iniziare a fare qualcosa, sia una cosa positiva o negativa. Come se la filastrocca avesse il potere super partes di decidere cosa è giusto fare, queste conte vengono appunto impiegate dai bambini quando giocano, per scegliere qualcosa, per esempio con quale giocattolo giocare, o selezionare qualcuno, per esempio, per decidere chi prendere in squadra o chi sceglierà il campo, o chi dovrà rimanere in panchina.

Il nome conta deriva dal fatto che, scanditi dal ritmo della nota cantilena, si contano appunto gli elementi di interesse, liberando quindi il singolo dalla responsabilità di decidere e, in un certo senso, lasciando la scelta al caso, nella forma democratica più utilizzata dai bambini: nessuno decide, se non la filastrocca.

Anche queste, tramandate da generazioni, sono state scritte e raccolte affinché non si perdesse la memoria di questi simpatici componimenti ritmici e funzionali: da "Passa Paperino", a "Bim Bum Bam", alla celeberrima "Ambarabà ciccì coccò", vengono usate ancora oggi e talvolta non solo dai bambini.

Ritmici gesti

Esistono anche delle filastrocche particolari, amate soprattutto dalle bambine, che vanno recitate in coro, abbinate a dei movimenti ripetitivi fatti con le braccia, attraverso schemi e incroci ripetitivi, al fine di battere i palmi delle mani dell'una contro quelli dell'altra bambina, mantenendo il ritmo della canzoncina anche con l'aumentare della velocità dei movimenti e del testo recitato.

L'ora della ninna nanna

Le filastrocche, forse le più famose, sono quelle che le mamme e i papà cantano ai loro bambini per farli addormentare. Caratterizzate da un ritmo cadenzato, dolce e cantilenante, le ninne nanne sono dei testi particolari, costituiti da parole semplici e immagini che evocano la dolcezza e la tranquillità: un cielo pieno di stelle, il sole e la luna che sorgono, ogni animale con il suo cucciolo, e così via.

Ogni genitore la sera, dopo aver messo a letto il suo bambino e avergli rimboccato le coperte, fa ricorso al patrimonio di filastrocche, ormai parte integrante della nostra cultura popolare, o anche a delle canzoncine inventate dai suoi avi, patrimonio personale della famiglia, da tramandare di figlio in figlio, per augurare una notte tranquilla al suo bambino, cullandolo con una bella melodia. Un bambino che si addormenta felice e sereno, appena terminata la filastrocca, è un sogno per ogni genitore.

Quello della ninna nanna è uno dei momenti più belli per un bimbo, in cui il legame emozionale ed emotivo con i genitori è reso intenso dai suoni, dai gesti e dalle dolci coccole, che i bimbi ricorderanno con un sorriso anche una volta diventati adulti.

Per questo, anche se non avete delle doti canore da primato, è sempre meglio che siate voi genitori a cantare la ninna nanna per i vostri bambini, magari facendovi aiutare da una base musicale come quelle che potete trovare nei video sul web, o anche in appositi CD con canzoni dedicate ai bambini.

Una versione più moderna delle ninne nanne sono le audio fiabe, le versioni sonore delle più famose storie per bambini, come quella di Cenerentola o di Pinocchio, che vi aiuteranno a dargli la buonanotte in modo molto speciale.

Testi d'autore e tradizione popolare

Ma chi sono gli autori di questi testi che, oltre far divertire i bambini, rappresentano degli strumenti utili per sviluppare il loro linguaggio, la sintassi e la grammatica, per fargli conoscere il mondo che li circonda in maniera semplice e divertente?

Molte, anche tra le più famose, in effetti risultano anonime o di autore sconosciuto, perché sono il frutto dell'elaborazione di una tradizione orale fatta di culture, credenze e tradizioni diverse da regione a regione, che affonda le sue radici in un passato remoto; queste filastrocche "popolari", sono il frutto delle persone, della gente, di una cultura popolare comune e condivisa, che è arrivata ai giorni nostri per un immutato modo di sentire e di comunicare.

È anche questo uno dei motivi per cui esistono diverse versioni e varianti della stessa filastrocca e delle caratteristiche versioni dialettali, che si legano ancor di più alla tradizione locale che le ha prodotte e che pian piano stanno scomparendo, di pari passo con i dialetti e le parlate strette, ormai patrimonio degli anziani e sempre meno conosciuti e parlati dalle nuove generazioni.

Allo stesso tempo, alcune filastrocche e canzoncine possono essere attribuite a degli scrittori e degli autori precisi che, per mestiere e passione, si sono dedicati alla letteratura per bambini, scrivendo dei testi e dei piccoli componimenti che rivestono ormai un ruolo fondamentale per l'educazione dei bambini: si pensi al già citato scrittore e poeta Gianni Rodari, le cui poesie sono ormai immancabili nei libri di testo scolastici, o anche ad alcune simpatiche canzoncine del cantautore Sergio Endrigo.