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L'importanza dello sport nella crescita dei bambini

Lo sport rappresenta un'esperienza fondamentale nella vita dei bambini in fase di crescita. Può essere praticato a partire dai 3 anni, per favorire un equilibrato ed armonico sviluppo del corpo, dello scheletro, dei muscoli e delle articolazioni dell'infante.

Grazie alle varie discipline sportive, dagli sport di squadra a quelli individuali, i vostri figli troveranno delle ottime occasioni di divertimento e socializzazione, nonché delle vere e proprie scuole di vita, che insegneranno loro a conoscere ed avere cura del loro corpo, ad avere rispetto delle regole e degli altri.

Sin da quando sono piccoli, i nostri bambini corrono il rischio di adagiarsi in uno stile di vita troppo sedentario: nella prima età dello sviluppo, quando il loro apparato scheletrico e i muscoli sono in fase di formazione e stanno attraversando il fondamentale processo di crescita, è quindi importante abituarli ad una vita attiva, facendo praticare loro dello sport.

Lo sport, utilizzato per l'educazione dei giovani fin dai secoli più remoti della cultura e della civiltà classica, può infatti diventare un utile strumento per favorire la crescita dei nostri piccoli e garantire al loro corpo uno stato di benessere e una predisposizione mentale alla pratica della vita all'aria aperta, del movimento e della socialità, di cui faranno tesoro negli anni della maturità.

Praticare uno sport da bambini, ci fornisce un prezioso bagaglio di esperienze, non solo motorie ma anche psicologiche, che lasceranno una traccia, positiva e duratura, nel nostro corpo e nel nostro spirito. Per questo, un adulto che ha fatto sport da bambino, è in genere maggiormente predisposto a riprendere a fare esercizio e sport nell'età adulta e a farlo fare anche ai propri figli, affinché anch'essi possano trarre giovamento dai benefici connessi alla pratica sportiva.

Lotta alla sedentarietà

Nella frenetica e tecnologica società contemporanea, il rischio che i vostri figli si adagino nell'ozio e si abituino a praticare una vita sostanzialmente sedentaria è molto elevato. Oltre a trascorrere molte ore seduti, fermi e attenti mentre sono in classe e mentre fanno i compiti, c'è una tendenza a spostarsi sempre di più in macchina e sempre meno a piedi e in bicicletta, a volte per paura dei genitori ma più spesso per una forma di pigrizia.

Inoltre, la presenza costante nelle nostre case di strumenti digitali come televisione, cellulari, tablet e console, finiscono per essere delle tentazioni irresistibili, che li porteranno a trascorre il loro tempo libero chiusi in casa a fissare uno schermo, anziché uscire all'aperto, per andare all'allenamento, al campo o al parco a socializzare e giocare con gli altri bambini.

Per contrastare questa tendenza alla sedentarietà che, associata a cattive abitudini alimentari, come spuntini e bibite fuori pasto, può causare fenomeni di sovrappeso e obesità infantile, l'attività fisica e lo sport sono la soluzione più efficace e positiva.

Perché fare sport fin da piccoli: benefici fisici

Oltre ad essere una pratica sociale, divertente ed istruttiva per nostro figlio, lo sport praticato in età pediatrica ha anche dei positivi risvolti sulla sua salute e sul suo sviluppo, da un punto di vista fisico e strutturale.

Innanzitutto lo sport, grazie agli esercizi, agli sforzi e ai movimenti che comporta, favorisce un regolare ed equilibrato sviluppo dell'apparato osseo e scheletrico, nonché un rinforzo delle fibre muscolari. A livello cellulare e di funzionamento interno, lo sport e l'attività motoria possono contribuire ad attivare e regolarizzare il metabolismo, a regolarizzare la circolazione e la pressione sanguigna, collaborando allo sviluppo armonico degli organi e delle altre parti del corpo.

Grazie all'educazione fisica e poi allo sport, ogni bambino potrà sperimentare le sue prime esperienze motorie e, oltre alla muscolatura, sviluppare le capacità che gli permetteranno di muoversi in maniera corretta in rapporto allo spazio che lo circonda.

Grazie agli sport che richiedono un certo grado di sforzo, come il nuoto e il calcio, imparerà a sviluppare forza, velocità e resistenza, mentre discipline come la ginnastica artistica e l'atletica, potranno aiutarlo a migliorare e allenare il suo senso dell'orientamento e dell'equilibrio, nonché le sue capacità di coordinazione e precisione.

Perché fare sport fin da piccoli: benefici psicologici

Alcuni genitori preferiscono non far praticare sport ai propri figli, per timore che questo ulteriore impegno li distragga e soprattutto li porti a dedicare meno tempo alla scuola e allo studio. Nel prendere questa decisione, ogni genitore dovrebbe mettere sul piatto della bilancia un importante fattore, ossia che lo sport, oltre a favorire lo sviluppo fisico e a migliorare le capacità coordinative e condizionali, per i bambini può essere anche un buon allenamento per la mente.

A livello celebrare ed emotivo, lo sport può rappresentare una prima palestra della vita, che permetterà ai vostri piccoli di imparare e comprendere il funzionamento del proprio corpo, le sue reazioni, i suoi limiti, le sue potenzialità, acquisendo una maggiore conoscenza e consapevolezza di sé, e spingendoli, nel corso del loro percorso di crescita, a coltivare il desiderio di mettersi alla prova e di testare le nuove capacità acquisite.

Allo stesso tempo, sarà per loro una prima occasione di confronto con gli altri e di socialità, che gli permetterà di conoscere persone nuove, sia bambini, ossia i loro compagni di squadra o i loro avversari, sia adulti, come istruttori, allenatori e altri genitori.

Questo incontro con l'altro, in un ambiente sicuro e protetto come quello sportivo, arricchirà sicuramente il loro bagaglio emotivo ed emozionale, mettendoli per la prima volta a confronto con un ambiente diverso da quello domestico a cui sono abituati, e spingendoli a conoscere gli altri e a sperimentare l'approccio con altre persone diverse dai propri familiari.

Lo sport può anche essere visto come una rappresentazione mediata della loro futura vita sociale, che gli insegnerà l'importanza del rispetto delle regole, non solo per ottenere la vittoria ma anche per garantire l'equilibrio e l'armonia di tutto il sistema, ma anche degli altri, delle loro possibilità e capacità e del loro ruolo all'interno della squadra e del gruppo di appartenenza.

Attraverso le prime esperienze sportive e sociali, grazie al vostro esempio, a quello degli allenatori e a quello dei compagni, i vostri figli inizieranno a sviluppare la propria personalità, cominciando a delineare il tipo di adulto che diventeranno in futuro.

Bambini ribelli VS bambini timidi

Sempre per quanto riguarda la sfera emotiva e caratteriale dei vostri bambini, lo sport può essere la scelta giusta sia per i bambini che a scuola e a casa mostrano un carattere estroverso e dei comportamenti ribelli e aggressivi, sia per quelli dall'animo più introverso, che comunicano con gli altri in maniera timida e remissiva.

I primi potranno trovare negli sport individuali e in quelli agonistici, come il nuoto o le arti marziali, uno strumento per mettersi alla prova, misurandosi in primis con sé stessi e con le proprie capacità e imparando ad incanalare le loro energie in esubero in qualcosa di bello e positivo. Potete anche decidere di inserirli in uno sport di squadra, che rappresenterà per loro una preziosa valvola di sfogo, nonché la possibilità di rivestire il ruolo di leader all'interno del gruppo, educandoli al rispetto delle regole e degli altri, per garantire il successo di tutta la squadra.

Allo stesso modo, per i bambini più timidi e impacciati, lo sport individuale può rappresentare il primo passo per acquisire sicurezza in sé stessi e nelle proprie capacità, per poi affrontare con maggiore consapevolezza e coraggio il giudizio e il confronto con gli altri. Anche coinvolgerli in uno sport di squadra, può rappresentare l'occasione per aprirsi e comunicare con gli altri e per trovare il proprio ruolo all'interno del gruppo.

L'importanza dello sport

Qual è il momento giusto per cominciare a fare sport?

Salvo la presenza di particolari patologie, quali asma e cardiopatie gravi, in presenza delle quali è sempre meglio consultare il pediatra, non ci sono particolari controindicazioni su quale sia il momento giusto per iniziare i vostri figli alla pratica dello sport.

Dato che ovviamente l'infante deve aver raggiunto un sviluppo psico-fisico che gli consenta di reggersi in piedi sulle gambe e di compiere i movimenti più elementari, in genere i genitori più sportivi, che da piccoli e da giovani hanno fatto sport, o credono fermamente nell'effetto positivo dello sport per la crescita dei bambini, iniziano a far fare loro attività fisica nell'arco di età che va dai 3 ai 6 anni, portandoli a corsi o iscrivendoli ad associazioni sportive.

In questo primo approccio, in cui le capacità sono necessariamente limitate ma il loro potenziale è altissimo, l'ideale sarebbe orientarsi su attività motorie semplici e generiche, che contribuiscano allo sviluppo armonico del loro organismo. Tra gli sport consigliati ci sono in genere la ginnastica, la danza e il nuoto, che coinvolgono tutte le parti del corpo in maniera equilibrata e graduale, senza richiedere abilità particolari e l'esercizio di una forza ancora fuori portata per i nostri piccoli.

Con il superamento del sesto anno d'età, oltre alle capacità psico-fisiche del bambino, si perfezionerà anche il suo approccio allo sport, per cui passerà in secondo piano l'aspetto del gioco e del movimento, che finora aveva prevalso, e si potrà pensare di proporgli altri tipi di sport. Grazie alle sue migliorate capacità di coordinazione e precisione e all'aumento di forza e resistenza, si potrà pensare di iscriverlo all'atletica o a un corso di arti marziali, o ancora di farlo entrare in una squadra di calcio o di basket.

Dalle prime esperienze motorie, si potrà quindi passare a una pratica sportiva più adatta alle sue capacità fisiche e attitudini personali, per iniziare ad entrare in una dimensione più completa e matura della pratica sportiva, fino a giungere all'approccio agonistico e competitivo tipico dell'età adolescenziale.

Quale sport e quanto spesso?

Se vi trovate alle prese con la scelta di quale sport far fare al vostro bambino, ci sono alcuni consigli che possiamo darvi: anche se molti genitori vorrebbero obbligare i propri figli a scegliere un determinato sport, magari perché anche loro da giovani erano dei campioni, o perché gli sarebbe tanto piaciuto, o perché ritengono che un certo sport abbia un maggiore potenziale di carriera, o anche solo perché lo ritengono il migliore a prescindere, ricordatevi che imporre uno sport al vostro bambino non è sempre la scelta vincente, ma rischierà di sortire l'effetto opposto.

Quella di fare sport è un'opportunità che dovete offrire ai vostri bambini, un piacevole diversivo e un momento di gioco e divertimento, estraneo al contesto domestico e scolastico, per dargli un'occasione di crescere, divertirsi e di fare esperienze fuori casa, in un ambiente tuttavia protetto; non dovrebbe mai essere un obbligo a cui sottostare, magari con la pressione e l'aspettativa di dover raggiungere un certo risultato, per rendere fieri e soddisfatti i propri cari dell'investimento fatto.

Soprattutto nell'età infantile, nello sport deve prevalere l'aspetto ludico e di socializzazione, quindi la soluzione migliore è lasciar scegliere al vostro bimbo, o scegliere insieme a lui, quale sport può piacergli di più, basandovi su diversi fattori: quanto tempo ha a disposizione durante la settimana per praticarlo, che sport fanno i suoi compagni e amici, quali sono le sue passioni e attitudini personali e così via.

Potete anche fargli sperimentare più attività sportive, perché possa avere un metro di confronto di quella che più gli piace, permettendogli quindi di decidere quando smettere un'attività che non lo interessa più, pur nel rispetto degli impegni presi con la squadra e gli istruttori. Al di là dei giochi e del divertimento, lo sport può servire anche ad educare i nostri figli alla scelta e all'assunzione di responsabilità, nei confronti del prossimo e del proprio gruppo sociale.

Una volta fatta la scelta più importante, sarete voi genitori a dovervi organizzare, per procuragli la giusta attrezzatura e portarlo agli appuntamenti previsti, in palestra, in piscina, al campo o fuori sede, magari per partecipare alle prime gare e ai primi campionati regionali.

Questo impegno da parte vostra è fondamentale, per far comprendere ai vostri bambini il valore del tempo, proprio e altrui, e l'importanza di rispettare gli impegni presi, per cui vi dovrete organizzare alla perfezione per incastrare questa sua passione all'interno della vostra routine quotidiana, tra impegni domestici e lavorativi.

In questo senso potete stare tranquilli, perché non è detto che per voi debba essere un impegno gravoso e insostenibile: secondo psicologi e pediatri, una buona frequenza per fare sport, per un bambino dai 6 anni in su, sono circa due o tre volte a settimana, a seconda ovviamente del tipo di sport, anche meno se già a scuola vengono proposti dei corsi di educazione fisica commisurati all'età dei vostri figli e studiati per favorirne il benessere e lo sviluppo fisico.

Anche nello svolgimento di tali attività, starà a voi genitori indagare sulla qualità effettiva delle attività fisiche svolte dai vostri figli, in ambito scolastico ma soprattutto extrascolastico, interessandovi al modo in cui sono proposte, alla preparazione degli istruttori che le organizzano, nonché ai loro progressi e alle loro piccole conquiste.

Sotto questa prospettiva, lo sport può diventare un'occasione di socialità anche per voi genitori, che potete creare dei gruppi e organizzarvi con gli altri padri, madri e parenti, per portare i vostri bambini a fare sport e riportarli a casa, creando un gruppetto affiatato che li segua durante gli allenamenti e li sostenga durante le prime gare e le prime partite.

Divertimento e agonismo

E pensando alle prime partite, alla gare e al tifo, non è detto che i vostri figli non debbano vivere l'aspetto agonistico dello sport: al contrario, con l'arrivo dell'adolescenza e della pubertà, oltre alla passione e alla voglia di evadere e mettersi in gioco, sarà forse questo uno degli aspetti che maggiormente potranno interessarli e spingerli ad intraprendere una nuova attività sportiva, o proseguire, con uno spirito rinnovato, quella che hanno praticato fin da bambini.

Il compito dei genitori è quindi lasciare che si godano l'aspetto ludico dello sport finché sono piccoli, affinché imparino come si vince con stile, dando onore e merito ai propri compagni e avversari, evitando gli atteggiamenti negativi come sperare che questi falliscano per primeggiare.

Una lezione importante per i vostri figli, è capire che una sconfitta sportiva non è necessariamente la fine del mondo, soprattutto se ci si è impegnati al massimo, giocando pulito e rispettando gli altri giocatori.

Sarà soprattutto nel caso in cui vostro figlio non dovesse avere successo nello sport che ha scelto che dovrete aiutarlo e incoraggiarlo, magari allenandovi con lui e standogli vicino nei momenti di sconforto, per fargli capire che, qualunque siano i suoi risultati, avrà il vostro appoggio incondizionato.

Una volta apprese queste semplici verità, il gioco potrà diventare veramente sport e essere affrontato nella maniera più corretta e positiva possibile, non solo da lui che lo pratica, ma anche da voi genitori che dovete imparare a viverlo insieme a lui.

Modelli e figure di riferimento

Rimanendo in tema di gioco e agonismo, non dovete necessariamente aspettarvi che i vostri bambini inizino a praticare uno sport con l'intento di diventare dei campioni o degli atleti professionisti, ma non è da escludere nemmeno il contrario.

A partire dagli 10-12 anni, inizieranno, infatti, ad apprezzare non solo la parte ludica e di sfogo, ma anche la vera natura, sportiva ed agonistica, delle diverse discipline sportive, cominciando ad avvertire il desiderio di mettersi alla prova e di primeggiare, non solo nel gioco di squadra ma anche in quello individuale.

In quel caso, se ritenete che possa essere per loro una buona possibilità di espressione e di sviluppo della loro personalità e del loro talento, potete incoraggiarli ad intraprendere tale strada con maggiore impegno e disciplina.

Un'ottima soluzione può essere quella di affidarli alle cure di un buon allenatore o istruttore, che sappia aiutarli a migliorarsi attraverso l'allenamento, e consigliarli sullo stile di vita e sul comportamento che dovranno mantenere, a scuola, a casa e a tavola, per ottenere una buona prestazione sul campo.

Oltre al sostegno della famiglia, affinché i vostri bambini possano riuscire bene nello sport, è importante che possano contare sull'aiuto di chi ha più esperienza di loro, siano i compagni di squadra, i loro avversari e soprattutto il loro coach, che deve saperli stimolare nel modo giusto, in base alla loro età evolutiva e alle loro capacità personali, andando a svolgere un importante ruolo educativo nel processo di maturazione.

Anche rifarsi a dei modelli di sportivi famosi, come i grandi campioni del tennis e dell'atletica, può essere per loro un utile strumento, per proporsi un obiettivo da raggiungere che li spinga ad allenarsi con maggiore serietà, lasciando loro la libertà di sognare e desiderare, che fa tanto bene nel periodo dell'infanzia.

Alimentazione e sport

Concludiamo con un aspetto tanto semplice quanto importante per chi fa sport, e in particolare per i bambini che fanno sport, ossia l'alimentazione. I pediatri, ma anche gli allenatori più preparati, consigliano di mangiare sia prima che dopo l'attività fisica: prima, per avere la dose di energia necessaria per affrontare al meglio l'esercizio fisico richiesto, e dopo, per riequilibrare le sostanze e gli elementi persi durante l'allenamento.

La pratica migliore è mangiare almeno un paio di ore prima di fare sport, ricordandosi di assumere alimenti ricchi di vitamine e soprattutto di carboidrati, che siano facilmente assimilabili dall'organismo. Questo significa che, se vostro figlio ha il suo allenamento la domenica mattina, prima di portarlo al campo o in palestra, deve avere il tempo di mangiare e digerire una colazione sana e sostanziosa, magari una bella tazza di latte con i biscotti o delle fette biscottate con la marmellata, accompagnate da un bel bicchiere di spremuta d'arancia.

Se invece l'allenamento fosse nel pomeriggio, a pranzo potete fargli mangiare pasta o riso e un po' di verdura, mentre sarebbe meglio evitare i cibi proteici: dato che hanno una digestione più lunga e più lenta, potrebbero dargli un senso di affaticamento e ostacolarlo nelle sue attività, per cui carne e pesce potete lasciarli per la cena, per restituirgli un po' delle energie perse durante la giornata.

Prima di una gara o di una partita importante, anche se la tensione è alta e il vostro piccolo potrebbe non avere fame, è sempre meglio evitare il digiuno, preferendo qualcosa di energetico e facilmente assimilabile, come un snack o un frutto.

Anche terminata la loro sessione di attività fisica, soprattutto se si sta avvicinando l'ora di merenda, oltre a una bella sorsata d'acqua, per restituire idratazione e una buona dose di sali minerali, uno spuntino leggero come un frutto o uno yogurt, magari alla frutta o nel comodo formato da bere, farà tornare il colorito sulle guance dei vostri bambini e permetterà loro di arrivare fino all'ora di cena senza alcun problema.