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Storie per bambini

Storie per bambini

Giocando, il bambino esplora il mondo, si confronta, lo misura e si misura senza mettersi troppo in discussione.

Giocando, il bambino esplora il mondo, si confronta, lo misura e si misura senza mettersi troppo in discussione e, inoltre, si libera dalle tensioni e ristabilisce equilibri emotivi; attraverso la simulazione dei ruoli e delle regole, si allena a fare il figlio e il padre, a vincere e perdere; con la forza dell’immaginazione si proietta oltre i confini del possibile per meglio dominare una realtà ben più limitata e finita. Il gioco, insomma, svolge una funzione determinante nel processo di sviluppo e ne scandisce le tappe intermedie. Il bambino, giocando, pensa e acquisisce nozioni che sarà poi in grado di applicare in altre situazioni. I suoi giocattoli, in questo, sono i suoi più grandi alleati ed è per questo che se gioco e giocattolo sono così importanti, è giusto classificare come tali le parole per avere modo di giocare anche con loro. Dovrebbero considerarle come piccoli pezzi da montare per passare all’elaborazione di un concetto. Dei bellissimi giochi di parole sono le filastrocche che sono caratterizzate, grazie a rima e ritmo, da un senso di allegria e divertimento molto apprezzato dai bambini di tutte le età; infatti, spesso, accade che, recitando o ascoltando una filastrocca, venga voglia di saltellare e muoversi. È il gioco con cui i bambini si sentono liberi di inventare il loro futuro, su cui costruiscono un mondo divertente che ironizza, aiutandoli a relativizzare i piccoli problemi di tutti i giorni.

Giochi di parole, filastrocche, rime e assonanze sembrano un po’ formule magiche: esercitano la memoria e sviluppano le capacità linguistiche, diventando un modo divertente di conoscere il mondo e anche uno speciale metodo didattico. Gianni Rodari, autore di rime e storie per bambini, le considerava dei “giocattoli sonori” che, grazie alla funzione ludica, possono aiutare i piccoli lettori nell’apprendimento e nella scrittura. Ma queste particolari poesie hanno un effetto sorprendente anche sui più piccini: se recitate da mamma e papà, incantano i bambini e pongono le basi per l’abilità di sviluppare pensieri astratti.

E non solo: storie, fiabe e favole della buonanotte possono essere raccontate la sera prima di andare a dormire, per tranquillizzare i bambini dopo le attività della giornata e agevolare il loro sonno. Anche canzoni tranquille, una filastrocca in rima o una ninna nanna, possono essere utili per addormentare il bambino o la bambina e assicurar loro una notte serena.

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Storie e filastrocche come antidoto alla tecnologia imperante

Per questo, il ritorno alle care e vecchie storie, raccontate dalla nonna davanti al camino, è un’idea che anacronisticamente, forse, torna alla mente per recuperare quella fantasia di linguaggio che dall'immaginifico arriva nella realtà per impreziosirla con pensieri e parole che restano intere e che servono al bambino per sviluppare il suo linguaggio. Spesso si delega al computer o alla televisione l’intrattenimento dei bimbi a casa perché questi hanno un potere catalizzatore su di loro e invece è importante che i genitori capiscano quanto sia utile raccontare una favola che renda ancora più solida, speciale ed esclusiva la relazione fra l’adulto e il bambino. È vero che i bambini sono sempre più attratti dalla tecnologia, ma provate a creare un po’ di atmosfera in camera prima di andare a dormire, scegliete delle luci con colori tenui, magari una ghirlanda di lampadine racchiuse in fiori, stelle o cuori di carta pesta che diffondono una luce bassa e calda, metteteli con amore sotto coperte, sedetevi accanto a loro e, con il tono giusto, fate capire loro che sta per arrivare il momento più magico della giornata, quello che li porterà a fare bellissimi sogni. Preparateli ad un viaggio insieme a voi, in un mondo senza tempo né spazio, con cavalieri e principesse nella torre del castello da salvare, draghi, luoghi incantati, oggetti magici che li affascineranno, sorprendendo anche voi. Vi basteranno poche idee e il racconto verrà da sé, oppure aprite un libro e cominciate a leggere, aiutandovi con foto, disegni e illustrazioni.

Per trovare l’ispirazione dei cantastorie, attingete al repertorio di miti e leggende della tradizione e reinventate le storie che affiorano alla vostra memoria: potrete insegnare ai vostri figli come funziona il mondo attraverso la fantasia e loro si confronteranno più facilmente con le buone e le cattive azioni e con le loro conseguenze, quando le ascolteranno sotto forma di favola. La mitologia, dopotutto, è un inesauribile serbatoio per la fantasia, specie in relazione ad elementi della natura, come il mare, il cielo, la pioggia e la neve.

Esistono anche moltissime opere letterarie riadattate per essere lette come storie della buonanotte: le versioni ridotte di romanzi come “Alice nel Paese delle Meraviglie” e “Il Meraviglioso Mago di Oz”, ricche di personaggi fantastici, accenderanno la curiosità dei piccoli ascoltatori, che si addormenteranno e il giorno dopo non vedranno l’ora di sapere come va a finire. Queste edizioni per bambini spesso sono illustrate da artisti straordinari e vi daranno la possibilità di raccontare la storia anche attraverso le immagini. Il momento della lettura prima di andare a dormire resterà impresso nella memoria dei vostri figli come uno dei ricordi più belli e li invoglierà a coltivare la passione per i libri anche da grandi.

Anche dal punto di vista dello sviluppo psicologico del bambino, le storie che gli vengono raccontate lo aiutano a sviluppare le sue capacità cognitive e affettive. Attraverso i personaggi della favola, riuscirà a vivere emozioni importanti, a distinguerle e a contestualizzarle e allora rabbia, paura, spavento, felicità, allegria saranno vissute nel mondo immaginifico e comprese nella realtà. Comincerà ad imparare che alcuni sentimenti contrastanti possono coesistere in un unico individuo e allora gli sarà concesso di avere paura anche se lui si sente e si vuole sentire un bambino coraggioso, saprà di essere un buon bambino a cui, alle volte, capita di fare qualche marachella; imparerà che il drago e, quindi, il male può essere sconfitto, acquisendo così la sicurezza della protezione anche perché, a raccontargli la storia è la sua mamma o il suo papà che entrano nella magia della storia aiutando entrambi a rafforzare il rapporto, anche nei pochi minuti del racconto che precede l’ora della nanna, un appuntamento che, se vissuto con intensità e senza fretta può diventare lunghissimo ma, soprattutto, irrinunciabile. La mamma diventa magica, il papà un eroe e si allontanano dalla realtà quotidiana fatta di compiti, lavoro, tran-tran quotidiano, trasformandosi, anche giocando con la voce o facendo gesti e facce buffe, in personaggi fantastici che incanteranno gli occhi dei bambini.

Il valore evolutivo delle favole sta anche nel permettere al bambino di crescere, immedesimandosi con figure che nella realtà possono provocargli una sensazione di paura. Sentire storie di una principessa o di un principe che hanno il nome del bimbo o della bimba che ascolta, può aiutarli a proiettare nel personaggio gli aspetti ideali che hanno di sé e allora la grazia, la bellezza, il coraggio rappresentano, attraverso il racconto, una parte importante di loro. Se, al contrario, il protagonista è uno stregone o una strega, a loro verrà data la possibilità di confrontarsi con delle emozioni ostili e spaventose, ridimensionate dal fatto di essere dalla parte di ciò che a loro fa più paura e di giocare proprio quel ruolo.

Fiabe e favole

Un distinguo è bene farlo tra fiaba e favola, spesso confuse o considerate la stessa cosa. La favola, infatti, è un racconto in cui i protagonisti principali sono degli animali umanizzati che vivono avventure e pericoli davanti ai quali ci si può trovare nella vita e insegna come affrontarli e superarli; la fiaba, invece, ha come protagonisti re e regine, principi e principesse, umani che si trovano ad affrontare mille difficoltà per risolvere la storia ed arrivare al lieto fine.

Esistono molteplici versioni delle fiabe, che provengono da storie tramandate oralmente e che sono state riunite da diversi autori. Le fiabe europee più conosciute sono quelle dei fratelli Grimm, ma ne esistono anche di mediterranee, come quelle riunite da Italo Calvino nel progetto editoriale “Fiabe italiane” che ospita una vera e propria raccolta di racconti regionali del nostro paese. Grazie alle numerose versioni delle fiabe tradizionali, avete moltissimo materiale a cui attingere e potete anche esplorare quelle di paesi lontani per raccontare ai bimbi delle storie un po’ più esotiche.

Tra le favole più celebri, invece, ricordiamo innanzitutto quelle di Fedro e di Esopo, brevi ed "educative" (anche se, agli occhi di un lettore moderno, alcune potrebbero apparire un po' crudeli). In particolare, Esopo è uno scrittore del VI secolo a.C. e le sue favole sono celebri fin dall'antichità per le sue "morali", ovvero per semplici insegnamenti che possono essere apprezzati anche dai bambini più piccoli. Capricci e comportamenti errati sono, infatti, alla base di letture come le favole più conosciute, tra le quali "La volpe e l'uva", "Il leone e il topo", "La lepre e la tartaruga" e "La cicala e la formica". Altri protagonisti delle favole di Esopo sono un cavallo egoista e un cane asservito al padrone, un corvo vanitoso e tanti altri animali con caratteristiche e personalità decisamente "umane".

Tra i grandi classici, la fiaba di Cappuccetto Rosso insegna che mettere in guardia qualcuno dai pericoli della vita non sempre serve, infatti Cappuccetto Rosso non dà retta alle raccomandazioni della mamma che le dice di non prendere la strada del bosco per andare dalla nonna e incontra il lupo. Il lupo, quindi, rappresenta non un pericolo esterno, ma un pericolo che non viene riconosciuto, che può presentarsi sotto altre vesti. È importante, allora saperlo riconoscere e, in questo caso, interviene il boscaiolo che aiuterà cappuccetto rosso a prendere una maggiore consapevolezza nel riconoscere i pericoli.

La storia del Pifferaio Magico, invece, aiuta i bambini a trovare fiducia e a farsi forti delle proprie risorse e qualità. È la musica il canale salvifico di questa storia che porta alla soluzione definitiva e al lieto fine. La musica ha un potere grandissimo, tanto da riuscire a liberare la città di Hamelin e le regole della razionalità e della logica che, in questo racconto, tolgono alla musica il suo valore, attraverso l’atteggiamento del sindaco che finge di non riconoscere il pifferaio dopo che questi ha portato via i topi per sempre dalla città, rischiando di far perdere la spontaneità che invece la musica promuove. È la forza e la determinazione del bambino che, solo per caso, rimane fuori dalla grotta, che salva il mondo restituendogli i bambini persi, in una dimostrazione di quanto un bambino, da solo, sia capace di realizzare i propri desideri e di arrivare al cuore molto più velocemente di un adulto, di quanti strumenti in più abbia e di quanto, osservandolo bene, possa insegnare agli adulti ad arrivare a comunicare con la propria anima.

La favola di Cenerentola è utile per la crescita dell’autostima, in un mondo dominato dal divieto e dalla frustrazione che ne consegue. Per aiutare i ragazzi a crescere è necessario imporsi attraverso i no che vengono vissuti come un castigo o come una limitazione ai propri desideri e, in questa favola, i no della vita quotidiana sono rappresentati dalla matrigna e dalle sorellastre che, per invidia, rendono la vita impossibile alla povera Cenerentola. Ma la forza di Cenerentola sta nella forza di crearsi e vivere un mondo magico che, attraverso il ramo dell’albero, i suoi topolini e anche la cenere dalla quale è sommersa, le permette di realizzare il suo più grande sogno che la porterà, addirittura, a diventare regina.

Quando la scuola o una semplice scaramuccia con i compagni mettono alla prova il vostro piccolo, prendete il libro delle favole e andate subito alla storia dei Tre Porcellini, uno dei racconti più adatti in questi casi. Questa favola serve, infatti, perché il bambino acquisisca fiducia nelle proprie potenzialità che, lo dimostra la storia, se non sono riconoscibili al momento, arriveranno successivamente, dimostrandogli come, con il tempo, riuscirà nelle cose a cui tiene, a maturare e ad arrivare ai suoi obiettivi.

Dalla tradizione anglosassone e americana, invece, proviene la favola di Jack e il fagiolo magico, che con la sua ambientazione campestre e le colorate atmosfere della primavera è un ottimo modo per abituare i bambini ad ascoltare i suoni e ad apprezzare le dolci sfumature di questa stagione, che si possono ricreare in un disegno da colorare in compagnia, specie nei giorni che precedono la Pasqua.

Molto antica è la favola di Pollicino, d'origine francese e pubblicata in Italia da Carlo Collodi, in una raccolta di fiabe classiche. Altre favole possono essere considerate "d'autore", come ad esempio quelle di Andersen: alcune, come La principessa sul pisello entrano a pieno titolo tra le più celebri della letteratura, ma non vanno sottovalutati anche titoli e nomi meno noti, come "La rosa più meravigliosa del mondo" o "La famiglia felice".

Grazie alle fiabe per bambini riuscirete a insegnare ai vostri figli come comportarsi anche nelle situazioni della vita reale e, quando avranno delle questioni da affrontare a scuola o con gli amici, potranno pensare a tutti quei personaggi che li aiuteranno a fare le loro prime scelte. Le fiabe possono essere anche un utile sprone per avvicinare i bambini allo sport, specie quello di gruppo; oppure per incentivarli a realizzare puzzle, lavoretti con carta e cartone o giochi di società.

Per esempio, impareranno a usare l’intelligenza e l’astuzia per abbattere la forza o migliorare la propria condizione, come racconta la fiaba del Gatto con gli Stivali, che rende ricco il suo padrone grazie a un piano raffinato. Oppure impareranno determinazione e curiosità da Raperonzolo, o la ribellione alle ingiustizie e ai maltrattamenti dai Musicanti di Brema. La lettura di queste storie farà loro compagnia nella crescita e insegnerà ai bimbi che i libri non sono solo oggetti da cui studiare e apprendere, ma sono come degli amici che sanno moltissime cose e non vedono l’ora di condividerle.

Leggere dunque, in famiglia, al bambino, anche se molto piccolo, le storie fantasiose di Pinocchio, Alice nel Paese delle Meraviglie, Biancaneve, i Tre Porcellini e tutti i classici e meno classici, compresa la lettura di numerosi libri di Gianni Rodari, ripresi in più edizioni perché tra gli autori più importanti della letteratura per l’infanzia, significa arricchire il loro spirito di un prezioso tesoro che si porteranno dietro per tutti gli anni della crescita e oltre perché, ammettiamolo, la magia e i colori delle favole non perdono la loro potenza nemmeno quando si raggiunge, ahinoi, la maggiore età!