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Tabella peso altezza bambini

Ogni volta che si festeggia una nuova nascita, la prima domanda che viene fatta ai neo-genitori è "Ma quanto pesa il piccolo?". Questo perché il peso del bambino è tradizionalmente considerato un buon indicatore della sua salute e delle future prospettive di crescita. Con l'andare del tempo, facendo anche il confronto con i figli dei propri amici, vicini o conoscenti, a tutte le mamme capita di domandarsi se il proprio bambino o la propria bambina stanno avendo un normale sviluppo. Per rispondere alle domande "Ma non sarà troppo basso per la sua età?" o "Non starà mettendo su troppo peso a discapito dell'altezza?" viene in aiuto l'IMC infantile, ossia l'Indice di Massa Corporale infantile. Scopriamo insieme nel dettaglio di cosa si tratta.

L'IMC dei nostri bimbi

Per rispondere ai genitori preoccupati della regolare crescita dei propri figli, viene in aiuto questo indicatore della loro massa corporea, un valore chiaro e semplice da calcolare, che gli permette di avere una percezione visiva del rapporto tra il loro peso e altezza, calibrato secondo l’età, il sesso e l'etnia.

Tale indicatore può essere calcolato confrontando i valori riportati all'interno di semplici grafici, che sono stati elaborati attraverso la misura di una grossa quantità di bambini in crescita, considerati dei campioni rappresentativi per una particolare popolazione. Riportando i parametri relativi a sesso, peso e altezza per le diverse fasce d'età, sono state ricavate delle carte di crescita, utilizzabili per monitorare i valori dei propri piccoli e valutare come agire in caso eccedano troppo o siano troppo inferiori rispetto alla media.

Cosa sono i percentili?

I percentili sono il metro di misura che ci permette di valutare come sta procedendo la crescita in altezza e in peso dei nostri bambini.

Le carte di crescita sono state realizzate prendendo in esame un campione di riferimento, formato da 1000 bambini della medesima età. Questo macro gruppo è stato suddiviso in 100 sottogruppi, ciascuno formato quindi da 10 bambini, associati per statura e peso. Ogni gruppo di dieci bambini corrisponde a un centile e rappresenta l'1% dei bambini che appartengono alla stessa fascia d'età.

Essendo un sistema scalare, nel centesimo centile si collocheranno i bambini più alti e grassi e l'IMC dei bambini decrescerà fino al primo centile, riferibile ai più bassi e piccoli, mentre i bambini situati al 50°centile presenteranno un peso e un'altezza nella media.

Interpretazione dei percentili

Per calcolare l'IMC in genere è sufficiente rivolgersi al pediatra di fiducia che, per valutare lo stato di salute dei bambini, calcolerà anche il rapporto peso-altezza dicendoci anche in che percentile si colloca.

Oggi, per i genitori più impazienti, esistono anche molti servizi web gratuiti che permettono di inserire i dati riferiti ai propri bambini, per relazionarli automaticamente ai valori riportati nelle tabelle dei percentili. 

Per interpretare i valori riportati nelle tabelle in modo corretto, dobbiamo tenere presente che il numero percentile corrisponde alla posizione in cui rientra il nostro bambino in una scala da 1 a 100, facendo il confronto con i 100 sottogruppi di bambini della stessa età e peso o della stessa età e altezza. Per fare un esempio pratico, se la nostra bambina si posiziona al 60° percentile nella tabella dell'altezza delle femmine, ciò significa che il 59% delle bambine hanno un'altezza inferiore e il 40% superiore rispetto a lei. In proporzione, la maggior parte della popolazione infantile si può collocare nel range compreso tra il 25° e il 75° percentile.

Le curve di crescita

Una volta individuata la tabella di riferimento in base al sesso del nostro bambino, non ci resta che collocarlo nella giusta fascia d'età e incrociarla con i dati relativi al peso o all'altezza/lunghezza. Segnando la misura del nostro bambino con una cadenza regolare, in media una volta alla settimana per i primi mesi di vita e poi una al mese dopo il primo anno, sarà possibile costruire la curva della sua crescita incrociando peso e altezza percentuali e unendo tutte le misure prese nel tempo in un unico grafico.

La curva di crescita del bambino è uno strumento utile che permette di avere la percezione visiva immediata del suo sviluppo. In questo senso, esclusi i bambini che si mantengono costantemente sotto il 10° percentile, la continuità è da giudicarsi un fattore positivo, per cui se altezza e peso si mantengono sulla stessa curva è tutto regolare.

Alcune curve di crescita vengono realizzate incrociando con gli altri due parametri anche le misurazioni della circonferenza cranica dei bambini.



Perché calcolare percentili e curve di crescita?

L’utilizzo dei grafici percentili consente ai genitori di conoscere il valore medio di peso e altezza che i propri figli dovrebbero avere alla loro età, potendo valutare, con un metodo visivo immediato, se il loro ritmo di crescita è nella norma, per escludere o prevenire eventuali problemi relativi al suo regolare sviluppo fisico.

Molti pediatri sostengono che se un bambino si trova tra il terzo e il novantasettesimo centile ha comunque un ritmo di crescita adeguato; questo divario molto ampio non deve stupire, considerando che i valori possono essere influenzati sia dalla genetica che dall'etnia. L'allarme deve scattare invece nel caso in cui i valori dei nostri figli si trovino in maniera stabile sotto o sopra queste due soglie: in quel caso è comunque compito del pediatra valutare il da farsi, correlando i dati registrati con lo stato di salute generale del bambino, nonché il regime alimentare a cui è stato sottoposto dalla nascita allo stato attuale ed altri eventuali elementi di interesse.

Ogni bimbo è un caso a sé

Ogni mamma fa bene a pesare e monitorare la crescita e lo sviluppo dei propri tesori, ma senza farsi spaventare dal chilo o dal centimetro in meno o in più. Quando consultiamo le tabelle e stiliamo le relative curve di crescita, dobbiamo tenere presente che ogni bambino è un individuo unico, dotato di un particolare patrimonio genetico, che ne condizionerà inevitabilmente il potenziale di accrescimento e la salute. Questo non significa arrendersi passivamente alla genetica, perché compito di ogni famiglia è quello di fornire ai figli le condizioni ottimali perché possano giovare di uno sviluppo equilibrato e di una crescita sana.

La variabile etnica

Recenti studi dei ricercatori dell'Università di British Columbia negli Stati Uniti, pubblicati sull'American Journal of Obstetrics and Gynecology, hanno provato che le tabelle dei percentili comunemente utilizzate non possono essere adottate per tutti i bambini, o almeno non senza le dovute correzioni.

È stato infatti dimostrato che i parametri di peso e altezza degli infanti possono variare molto, non solo in base al bagaglio genetico di ciascun individuo, ma anche in base all'etnia di appartenenza. Facendo degli studi a campione su 100 mila bambini hanno notato che i dati differivano notevolmente, per cui hanno elaborato delle nuove tabelle di percentili che tenevano di conto anche del parametro etnico.

L'inserimento della variabile etnica nelle tabelle è infatti importante per evitare di diagnosticare falsi problemi di sviluppo in bambini perfettamente nella norma, con il conseguente spreco di risorse del servizio sanitario per l'esecuzione di test ed esami, ma soprattutto per non amplificare inutilmente l'ansia dei genitori.

Igiene amica della crescita

Data la sua importanza globale, l'argomento della crescita infantile è stato preso in considerazione da molti punti di vista. Esistono diversi fattori ed elementi che possono influenzare lo sviluppo del bambino: genetica, fattori nutrizionali, fattori ambientali prenatali e soprattutto gli ormoni della crescita, la cui quantità dipende dall'attività di molti organi e ghiandole come l'ipofisi, la tiroide, le ghiandole surrenali, le paratiroidi e il pancreas.

Un rapporto stilato dalla Cochrane Collaboration, l'organizzazione internazionale che si occupa di promuovere una corretta informazione nell'ambito della salute e della medicina, basato su 14 studi che hanno preso in esame un campione di oltre 10 mila bambini provenienti da diverse parti del mondo, ha rilevato che anche l'igiene personale può influire sulla crescita in età infantile.

Esaminando neonati e bambini di diversi stati (Bangladesh, Etiopia, Nigeria, Cile, Guatemala, Pakistan, Nepal, Sud Africa, Kenya e Cambogia) è stato riscontrato che la possibilità di accedere ad acqua pulita e condizioni igieniche favorevoli, non sono solo strumenti di prevenzione contro alcune malattie debilitanti, come quelle diarroiche, ma garantiscono una crescita in altezza di oltre mezzo centimetro.

In particolare sono i bambini sotto i 5 anni che vivono in disagiate condizioni igienico-sanitarie a risultare più bassi di circa mezzo centimetro rispetto ai loro coetanei più fortunati, per cui la loro altezza ridotta deve essere considerata un ritardo della crescita.

Purtroppo, stando alle stime dell’OMS, la scarsa crescita e l’arresto della crescita sono un problema che colpisce circa 165 milioni di bambini in tutto il mondo, aumentandone il rischio di morte e ostacolandone la produttività nell'età adulta.

Problemi di peso e sovrappeso

Dall'altro lato della medaglia, in molti paesi occidentali super sviluppati, sta emergendo il problema inverso: una sempre maggiore quantità di bambini risulta avere un peso eccessivo che potrebbe procurargli gravi problemi e scompensi in età adulta. L'obesità infantile può essere la prima tappa per il sopraggiungere di malattie più gravi come il diabete e problemi cardiaci.

In questo senso si capisce quanto possa essere importante che il nostro bimbo abbia un peso giusto ed equilibrato per i suoi anni, non tanto per motivi estetici e di inclusione sociale, quanto soprattutto per la sua salute. Dal peso dipende un regolare sviluppo ma anche la prevenzione di alcune malattie, per cui anche se il proprio bimbo grassottello e paffutello può sembrare bello e sano visto con gli occhi del genitore amorevole, bisogna prendere coscienza che certi eccessi, al di là della bellezza, si scontano poi nel futuro.

Per questo, anche se può essere difficile, bisogna cercare di trasmettere ai propri figli la cultura del mangiare bene e sano, accompagnata da abitudini alimentari semplici e salutari e dando il buon esempio in prima persona. La dieta mediterranea è una buona scelta per il vostro benessere, per cui vi basterà solo seguirne le regole e dedicare il giusto tempo alla cucina.

Nel caso in cui foste costretti a mettere a dieta i vostri figli, seguendo i consigli e le indicazioni del medico per evitare l'insorgere di allergie, dovrete adottare delle sane abitudini di nutrizione, cercando di eliminare le pratiche e gli alimenti potenzialmente dannosi: bando quindi alle bibite gassate e ai cibi pieni di zuccheri, grassi saturi e conservanti e sì alle vitamine di frutta e verdura e alle proteine di pescecarne e legumi.

Oltre all'alimentazione, come genitori avete anche la possibilità di intervenire sulla psicologia di vostro figlio, insegnandogli come intraprendere un percorso di vita salutare: perfette le attività all'ariaaperta che aprono alla socializzazione, ottimo integrare momenti di scuola e di studio a momenti di gioco e divertimento. E’ importante seguire le aspirazioni del nostro bambino o della nostra bambina per il tempo libero, incoraggiandolo a praticare degli sport, individuali o di squadra. La vita sedentaria è ovviamente nemica della salute: passare le giornate chiusi in casa a guardare ore e ore di televisione o a giocare alle console, è una cattiva abitudine che può essere corretta grazie all'intervento e all'incoraggiamento dei genitori.

Il ritmo di crescita del peso

Nel nostro paese, i pediatri usano in genere le tabelle di percentili e le relative curve di crescita redatte nel 2006 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità o, in alternativa, hanno a disposizione anche quelle elaborate, all'incirca nello stesso periodo, dalla Società italiana di neonatologia.

In base ad esse abbiamo un'idea dell'intervallo di normalità in cui deve ricadere il peso di un neonato a termine al momento della nascita, compreso all'incirca tra i 2500 e i 4500 grammi, con un peso medio di 3200/3400 grammi. Nel caso il piccolo risulti fuori da questo arco, si dovrà parlare di alto o basso peso alla nascita.

Nel caso di basso peso, bisogna considerare anche che nei primissimi giorni di vita, per via dello stress subìto durante il parto e per l'adattamento al nuovo ambiente, il peso dei neonati tende a calare del 5-7%. Per non spaventarsi troppo, ci basti sapere che, aiutato da una giusta alimentazione, il piccolo tornerà a recuperare il peso perduto entro il 15° giorno di vita: merito delle sostanze benefiche e nutrienti contenute nel latte materno.

Dalla seconda settimana fino al sesto mese di vita, le curve di crescita indicano che il bambino dovrebbe assumere peso secondo un ritmo di crescita ponderale veloce, di circa 150 grammi a settimana, giungendo quindi praticamente a raddoppiare il peso alla nascita entro il 5° mese di vita.

Con il sopraggiungere del primo anno, il peso del nostro piccolo sarà triplicato, con un lieve scarto tra maschi e femmine; con il superamento dei 12 mesi, ci sarà un rallentamento fisiologico nell'aumento di peso, soprattutto a partire dal 18° mese, che tuttavia non deve spaventare.

Per farci un'idea con delle cifre, l'aumento ponderale desunto dalle curve mostra che, dal momento della nascita al primo anno e mezzo, il piccolo può aumentare di peso fino a 11 kg, mentre dai 18 mesi fino ai 2 anni la tendenza è di un chilo.

Raggiunti i due anni, il nostro bambino avrà quadruplicato il suo peso alla nascita e continuerà a crescere, con il solito ritmo rallentato, aumentando di circa 2 kg all'anno fino al raggiungimento dei 5 anni: giunti a questo traguardo, avremo infatti un nuovo incremento del ritmo di crescita, con un aumento di 2,4 kg all'anno fino al raggiungimento della pubertà.

Alcuni pediatri, per valutare il corretto ritmo di aumento di peso dopo il secondo anno di età e fino al decimo, lo calcolano in base all'espressione matematica: età (anni) x 2 + 8 = peso ponderale.

Nella pratica clinica italiana, per valutare l'insistenza di un eventuale sovrappeso, ci si basa sul peso ideale: per calcolarlo bisogna selezionare l'età per cui la statura misurata del bambino corrisponde al 50° percentile e, da questo punto, tracciare una linea perpendicolare, rilevando il valore del peso corrispondente al 50° percentile. Ottenuto così il valore del peso forma ideale, esso può essere usato come metro di confronto per calcolare le variazioni percentuali rispetto ad esso, in eccesso o in difetto, del peso reale del nostro bambino. Se l'eccesso ponderale è compreso tra il 10% ed il 20% in più rispetto al peso ideale il bambino è sovrappeso, se invece supera il 20% è obeso, oltre il 50% superobeso; in presenza invece di un difetto ponderale, se si supera il 15% rispetto al peso ideale il bambino è considerato magro.

Il ritmo di crescita in altezza

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, per i primi anni di vita l'andamento ponderale del ritmo di crescita del peso risulta disomogeneo rispetto a quello dell'altezza. A partire dai 18 mesi e fino ai due anni, mentre la crescita di peso rallenta drasticamente, si ha un incremento dell'altezza dei nostri piccoli.

Dai 2 anni in poi, l'altezza diventa quindi il parametro di riferimento per la valutare la crescita del bambino: in media un neonato alla nascita misura circa 50 centimetri; alla soglia dei 3 mesi si sarà allungato di circa 10 centimetri e continuerà a crescere di circa 2/3 centimetri al mese fino a 6 mesi.

Un'importante inversione fisiologica accade intorno ai 6 anni di età con il sopraggiungere della pubertà e del relativo sconvolgimento ormonale: il ritmo di crescita del peso ha una nuova ripresa e finisce con alternarsi, in maniera equilibrata ed armonica, con un incremento della statura.

Sballati ritmi di crescita

Nei casi in cui, pesando regolarmente il nostro piccolo, notassimo che non raggiunge i valori di peso medio ponderale elencati, possiamo pensare che vi sia qualche problema o ritardo di sviluppo.

In molti casi, si tratta di un problema di scarsa alimentazione, i cui segnali possono essere individuati anche in segni di disidratazione, scarsa e difficile defecazione e scarsa evacuazione di urina, che spesso risulta scura e maleodorante.

In ogni caso, se non riscontriamo nel nostro piccolo dei comportamenti anomali, come variazioni significative del ritmo sonno/veglia, sbalzi d'umore e difficoltà di concentrazione, mancanza di appetito ed evacuazione irregolare, possiamo ritenere che l'eventuale alterazione della crescita di peso sia benigna.

Naturalmente, la scelta migliore è sempre quella di rivolgersi al dottore per avere informazioni e rassicurazioni in merito: il pediatra potrà valutare la natura di tale eccesso o difetto ponderale, utilizzando appositi indici, calibrati in base all'età e alla statura, o valutando la massa corporea con la plicometria e la bioimpedenziometria.

Nuovi sistemi di misura

Recentemente, gli studiosi dell'Università di Oxford hanno messo mano alle tabelle dei percentili e alle curve di crescita per elaborare un rivoluzionario metodo di misurazione, per il quale si auspica una diffusione a livello internazionale, in sostituzione dei metodi standard finora impiegati.

Per la ricerca è stato scelto un campione di 120 milioni di bambini, corrispondenti alla totalità dei nuovi nati in tutti il mondo, per creare un sistema in grado di mostrare lo stato di salute e di sviluppo degli infanti, prescindendo dall'etnia di appartenenza. Le ricerche sono state pubblicate sulla rivista scientifica The Lancet e fanno parte di un progetto di ricerca più ampio, chiamato "Intergrowth 21" finanziato da Bill e Melinda Gates. Lo scopo che si prefigge è quello di elaborare dei nuovi percentili internazionali, che permettano di fare confronti tra i bambini di tutto il mondo per avere un quadro completo della salute infantile a livello mondiale e che aiutino a comprendere e sconfiggere lo stato di malnutrizione o obesità che li affligge.

L'aspetto più innovativo del nuovo metodo sta nell'includere nelle misurazioni i valori di crescita dei bambini prima della nascita, misurando la crescita fetale con l'aiuto degli ultrasuoni: in questo modo sarà più semplice individuare le gravidanze a rischio ed affrontare in maniera più efficace i problemi dei prematuri.